True Coaches

Metti una sera, in un surreale dopocena.

Sipario.

Assorta nel mio primo ma non certo ultimo bicchiere di vino attendo i miei ospiti. Prevedo una serata lunga, tale da tenere costantemente elevato il grado alcolico, ragion per cui ho svuotato tutte le riserve di Sagrantino di Montefalco di Gino Sirci.
Mi limiterò ad ascoltare, ma la robaccia non la bevo.
I primi tre arrivano, in completo d’ordinanza. Ne manca solo uno, che si fa attendere una decina di minuti.

Angelo (sorride): tutti incravattati e tu in tuta?
Rado (serio): aggiungerei in ritardo.
Julio: a forza di seminari mi sento un gesso. Per vedere voi tre peones potevo pure venire in pigiama.
Nikola: grazie per le belle parole. Beviamo?

Rado: allora, visto che manco da un po’, raccontatemi. Come va questa Superlega?
Angelo: una fatica porca. Ma grazie per la squadra che mi hai lasciato. Il primo giorno che li ho allenati hanno scalato il Sassolungo volontariamente. E io che volevo proporre pizza e birretta di benvenuto.
Nikola: è questo il tuo problema.
Angelo: cioè?
Nikola: questo stronzone ha allenato anche me, so cosa vuol dire.
Angelo: e che vuol dire?
Nikola: che dopo un decennio di Rado, ai tuoi sarà sembrato di passare dal sergente Hartman alla fatina di Pinocchio.
Angelo: ti sembro vestito da fatina?
Nikola: ti manca solo la bacchetta magica.
Julio: buoni, oh. Angelo, lo slavo è un novizio della panchina, ma non ha tutti i torti. A forza di dispensare carezze a loro, loro le dispensano al pallone. Manca la garra. Occhi della tigre, ricordi? Ho tenuto da parte un biglietto per il tuo capitano, fallo venire al mio convegno sulla leadership.
Angelo: non può, ha l’estetista.
Julio: lo vedi? Vedi dove sta il problema?
Angelo: Julio, ti rispetto come si deve a un dio pagano, ma i tuoi trent’anni fa mica facevano le dirette Instagram. Questi aggeggi (brandisce uno smartphone) sono ovunque, ormai hanno contagiato anche le casalinghe di Cartoceto.
Io: bei posti.
Angelo: e tu che vuoi? Non lo sai che la vera movida dell’Adriatico ora è a Fano?
Io: ah, no. Altra boccia?
Nikola: vai, apri.

Angelo: bel ritmo ti ha dato Uros.
Nikola: tsk, figurati. Pensava di sorprendermi al primo drinking game, ma ha ceduto prima lui.
Angelo: scherzi?!
Nikola: povero scemo. Non ha mai conosciuto veramente mio fratello.
Julio: sono ammirato.
Nikola: grazie, Maestro. Da te vale triplo.
Rado: e a te Nik? come vanno le cose?
Nikola: pensavo peggio. Ero terrorizzato dal mio regista, poi ci ho riflettuto e ho deciso di agire con risolutezza sin dal primo giorno.
Rado: e che hai fatto?
Nikola: l’ho minacciato con un collant color carne. Mi ascolta senza batter ciglio.
Rado: ottima mossa. E voi due non ridete, troppo facile ghignare, con i palleggi che vi ritrovate avete giusto un po’ più di culo.
Julio: touché
Nikola: l’unica cosa che mi infastidisce veramente è quella specie di Donald Trump di borgata che mi fa domande assurde nei prepartita.
Rado: mi stai dicendo che c’è ancora?
Angelo: purtroppo sì.
Rado: NO.
(coro): SI.
Rado: col cazzo che torno.
Io: è finita la seconda boccia.
Nikola: porta tutta la cantina, magari Rado ci dice con chi ha firmato.

Rado: visto che sei cosi forte nei drinking game, ti sfido. Indovina con chi ho firmato. Se sbagli, bicchiere alla goccia.
Io: eh no, mi oppongo, per queste poracciate vi porto un fragolino.
Rado: (mi fissa. Cattivo.)
Io: ehm, era solo un suggerimento. Tu con rice ++ faresti alzare a Simogian solamente campanili in 4?
Rado: hai vinto. Ma almeno che sia vodka liscia.
Io: andata.
Angelo: mentre il serbo si sfonda vado a fumare. Julio?
Julio: ci vorrà pure un arbitro. E poi voglio vedere chi vince.
Rado: tu, mettici un po’ di musica seria. Allman Brothers Band.
Io: agli ordini.
Angelo: io vorrei Vecchioni.
Julio: sei irrecuperabile.

(dopo un’ora, ventotto tentativi e positività in attacco da libero)

Nikola: mi arrendo.
Rado: lo sapevo.
Nikola: nemmeno quando mi allenavi eri così stronzo.
Rado: lo so, ho riversato su di te tutta la noia di questi mesi. Mi manca quel sublime torturare.
Nikola: allora torna. Ti aspettiamo tutti. C’è già una Maratona Mentana pronta per te.
Rado: anche se ti farò perdere con dolore?
Nikola: sono pronto a pagare dazio.
Rado: vedremo. Per ora ho ricevuto solo proposte sconclusionate da presidenti vestiti male.
Nikola: mai male quanto lui.
Julio: ma stai zitto, sono solo in borghese. Quello messo di merda sei tu. Vai a casa, fatti una moka di caffé e limone e annulla l’allenamento di domattina se non vuoi sputtanarti con il tuo compagno di merende platinato.
Nikola: ne sai a pacchi anche sulle sbronze?
Julio: ne so a pacchi dell’universo. Cosa credi, che non fuggissero a caipirinhe ai miei tempi?
Angelo: chi è morto?
Julio: il serbo.
Angelo: prevedibile.
Julio: andiamo. Nik, ti chiamo un taxi. E levati quella cravatta da becchino.
Angelo: e Vecchioni?
Io: no.
Julio: Rado?
Rado: io resto ancora un po’. Mi metti Ramblin’ Man?
Io: agli ordini.

Sipario.

 

 

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